venerdì 22 gennaio 2016

MEET IN CUCINA: il successo della seconda edizione supera i confini regionali




Scende il sipario - almeno per il momento – sull’edizione 2016 di MEET in CUCINA, fortunato format ideato dal giornalista Massimo Di Cintio e promosso dall'Unione Cuochi Abruzzesi (UCA), dal Comune di Chieti e dalla Camera di Commercio di Chieti, e svoltosi lunedì 18 gennaio negli spazi del centro espositivo della Camera di Commercio di Chieti. Numerose le aziende che hanno voluto affiancare il proprio marchio al congresso: Electrolux per le cucine (main sponsor); Quartiglia per la distribuzione di prodotti alimentari e pasta De Cecco (sponsor); partner sono stati  invece Acqua Panna-S. Pellegrino; Pentole Agnelli; Giblor’s per il vestiario professionale; Agape per i materiali e le attrezzature. Hospitality Partner il Villa Maria Hotel&Spa di Francavilla al Mare.

 

L’iniziativa, nata con l’obiettivo di favorire l’aggiornamento professionale trasferendo le migliori esperienze dai cuochi di successo al maggior numero di altri colleghi cuochi/ristoratori, per stimolare la ricerca della qualità dell’offerta gastronomica, ha suscitato notevole interesse, tanto da registrare il tutto esaurito con vari giorni di anticipo, e superare le 600 presenze della scorsa edizione, con centinaia di cuochi che non si sono fatti spaventare neanche dalla neve e sono giunti dall’Abruzzo, ma anche da numerose altre regioni italiane come Puglia, Marche, Molise, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Campania, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia.

 

“I due punti chiave della rivoluzione della cucina abruzzese sono una nuova generazione di cuochi che vuole contaminarsi, raccontarsi a partire dalla tradizione, confrontarsi con chi sta sperimentando cose nuove e la riscoperta di un patrimonio di prodotti grandissimo, che sta portando a valorizzare anche molte piccole aziende che collaborano con la ristorazione” spiega Massimo Di Cintio, ideatore di Meet in Cucina.


 

 

“Meet in Cucina è un progetto unico nella storia abruzzese, condiviso anche dalla Fic abruzzese - spiega Andrea De Felice, presidente dell’Unione Cuochi Abruzzesi - un incontro di esperienze che si è realizzato grazie ad una forte necessità di cambiamento e di condivisione”.

 

La formula, ispirata ai grandi congressi nazionali e internazionali di cucina, ha visto l’intervento sul palco di 7 relatori che attraverso le loro esperienze, hanno apportato significativi miglioramenti nella gestione della cucina e dell'attività di ristorazione, nella ideazione e nella realizzazione delle ricette, nella produzione e nella valorizzazione delle materie prime e dei prodotti agroalimentari locali, raggiungendo un elevato livello qualitativo riconosciuto a livello nazionale e internazionale dalle principali guide di settore.

 

L’apertura è stata affidata ad Arcangelo e Peppino Tinari (Villa Maiella, Guardiagrele*) che hanno parlato di marinature e infusioni, con la preparazione in diretta di “Come un carpaccio” (di vitello, salato e marinato al caffè e cumino montano, accompagnato da maionese allo zenzero). Il testimone è poi passato a Cristian Di Tillio (Il Ritrovo d’Abruzzo, Civitella Casanova) che con i suoi “Maialino con pane croccante alle sarde e maionese alla senape” e “Tutto coniglio” ha portato la sua personale esperienza di ricerca sulle temperature in cottura. A seguire, Nicola Fossaceca (Al Metrò, San Salvo Marina*), ha incentrato il suo intervento sull’applicazione delle tecniche di affumicatura, illustrata durante la preparazione del “Raviolo di ricotta affumicata con sautè di vongole e ricci di mare”. Unica relatrice donna di questa edizione, Nadia Moscardi, (Elodia nel Parco, L’Aquila) si è cimentata nella preparazione dei piatti “Consistenze dell’orto” e “Cremoso di liquirizia di Atri con frutti rossi ed erbe di montagna”, nati dalla sua analisi sul recupero in cucina di erbe ed ortaggi dimenticati. Matteo Iannaccone (Cafè Les Paillotes, Pescara*) ha invece condiviso la sua idea di come trattare ed esaltare il crudo di pesce, contaminando con avocado, zenzero, soia e topinambur i tre piatti preparati sul palco: “Tonno marinato allo zenzero con finta maionese di wasabi”, “Millefoglie di manioca con tartare di branzino e burrata” e “Pasta con crudità”. Giocando sapientemente con le diverse cotture ed essiccazioni degli ingredienti, Mattia e Marcello Spadone (La Bandiera, Civitella Casanova*) hanno lavorato su colori, profumi e sapori dell’orto con il piatto “Ortaggi cotti in sale”. C’è stato spazio anche per un intervento tecnico, a cura del Prof. Leonardo Seghetti, che ha suscitato grande interesse con la sua personale ricerca sulle varietà di grani e di farine locali, sui lieviti e sulla preparazione del pane per la ristorazione.


 

A dare ancor più lustro a questa seconda edizione, l’intervento di Massimo Bottura, chef titolare dell’Osteria Francescana di Modena, al secondo posto nella speciale classifica “The World's 50 Best Restaurants” (www.theworlds50best.com) e premiato con i massimi punteggi dalle guide italiane e internazionali. Lo chef emiliano, accompagnato dal fidato e storico “secondo”, l’abruzzese Davide Di Fabio, ha ipnotizzato la platea con il racconto della sua visione di cucina, portata in tutto il mondo da ambasciatore del “Made in Italy”: un intervento coinvolgente e di grande stimolo per tutti i presenti, concluso con il conferimento ad honorem del titolo di “Cavaliere dei maccheroni alla chitarra”. “Il cibo in Italia è sempre un rito, è la celebrazione della vita. C'è qualcosa di più amato in questo Paese che non sia la tavola”? è la riflessione da cui si è sviluppata l’analisi di Bottura, che ha sottolineato anche il valore del patrimonio enogastronomico italiano: "L'Italia ha dei prodotti così straordinari che ai cuochi italiani basta toccarli con sapienza per esprimere un sapore eccellente. Al contrario in Francia, è necessaria una tecnica davvero elevata, per poter estrarre il sapore dalle materie prime ".

Tre i piatti che hanno preso vita sotto gli occhi del pubblico di MEETinCUCINA: “La parte croccante della lasagna” ovvero una cialda croccante ricavata da spaghetti cotti, frullati, uniti in diversi impasti;  “Oops mi è caduta la crostata al limone” – creazione presto diventata uno dei piatti più celebri de l’”Osteria Francescana” – e il personale omaggio all’Abruzzo dello chef tristellato: l’”Osvaldo Bun”, panino al vapore di ispirazione orientale farcito dalla succulenta carne di pecora dell’arrosticino, mostarda di mele campanine, ceci e zafferano fermentati, una crema di pomodoro e pickles di finocchio.
 
 

Nel corso della giornata i partecipanti hanno potuto assaggiare le creazioni degli chef ed incontrare, oltre ai relatori, anche le 24 aziende di produzione e distribuzione di prodotti alimentari, attrezzature e servizi per la ristorazione presenti all’interno dell’area espositiva.

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